Descrizione
Disegni a pennarello, sculture in ceramica, post-it e frasi raccolte dal diario si rincorrono sulle pagine composte da Livia De Magistris, sono linguaggi integrati che danno vita l’uno all’altro e si rispondono attraverso piccoli o grandi rimandi: è nato prima il disegno o la scultura? Mostrine e scarabocchi, dromedari dalle tante gobbe e col becco, dragoni che non sputano fuoco e non vogliono bruciare, un abbraccio intrecciato di domande. Si presenta un nuovo medioevo queer, un’immaginario magico fatto di corpi che si tengono per mano, che si uniscono in un cerchio dove ogni forma trova il suo spazio.










